MISURA LA POSTURA

F.A.Q.

Di seguito un elenco di domande e risposte selezionate tra le tante pervenute sull’argomento “ANALISI POSTURALE” per cercare, in tutta trasparenza, di fare chiarezza in un settore aperto al confronto e ancora poco regolamentato. Verranno pubblicati tutti i quesiti che perverranno via e-mail cercando di dare una risposta coinvolgendo i maggiori specialisti del settore. Il nostro intento è di condividere le esperienze  a vantaggio di tutti coloro che intendono approcciarsi alla materia professionalmente.

Le risposte sono molteplici. Forse sarebbe più corretto chiedersi “chi deve fare un’analisi posturale”. In ogni caso la ricerca di una patologia parte sempre da un’accurata anamnesi e la visita posturale serve proprio a questo, a porre in evidenza ciò che in evidenza non e’. Spesso le cose più ovvie vengono trascurate perche’ non si vedono e, nello specifico, la schematizzazione di una visita posturale pone in evidenza quello che ad occhio nudo potrebbe sfuggire. Un dolore ad un’articolazione raramente dipende da una patologia da ricercare nell’articolazione stessa, potrebbe invece dipendere da un sovraccarico dell’articolazione dovuto ad un fattore diverso come un dolore originato in altra parte del corpo. La corretta metodologia nell’eseguire un’accurata e completa analisi posturale mette in evidenza quello che a prima vista potrebbe sfuggire anche ad un occhio esperto.

E’ praticamente impossibile fare un elenco di quanto è necessario per l’esecuzione di un’analisi posturale. Il primo strumento sicuramente sono gli occhi dello specialista. Osservare il paziente quando entra nello studio è indispensabile per percepire atteggiamenti che egli normalmente assume nella sua vita quotidiana. Sicuramente il filo a piombo trova la sua collocazione al primo posto. A seguire strumentazione piu’ evoluta e completa come un’analisi fotografica nella quale il filo a piombo diventa virtuale ed i dati raccolti trasferibili in formato digitale e tabellati per future standardizzazioni e ricerche. Importanti anche l’analisi stabilometrica per la fase statica, l’analisi della deambulazione eseguibile con baropodometri, sistemi video o accelerometri posti nelle varie parti del corpo. La scelta dipende generamente dal tempo che si intende dedicare all’analisi, dallo spazio disponibile per collocare l’attrezzatura e altri fattori.

E’ vero, non e’ possibile eseguire una perfetta misurazione perche’ il corpo umano e’ “vitale”, in continuo mutamento, inoltre nessuna misurazione in fisica e’ esente da un errore, un’incertezza, una tolleranza, una perfetta ripetibilita’. Si pensi ad un comune strumento per misurare una tensione come puo’ esserlo un multimetro che permette all’elettricista di conoscere la tensione presente sulle prese elettriche delle abitazioni. Anche utilizzando un modello professionale lo strumento avrà una precisione del 4% , di conseguenza anche la precisione della misurazione avrà una tolleranza analoga. Ma puo’ servire una misurazione con questa tolleranza? Assolutamente si, un valore piu’ che discreto per le necessita’ del professionista. Si potrebbero ottenere dati più precisi con strumentazione professionale (molto costosa), ma quello che l’elettricista acquisisce con il suo strumento e’ piu’ che sufficiente per le sue necessità. Si pensi ora ad un orologio: se avesse lo stesso valore di precisione del multimetro sopra citato (il 4%) alla fine della giornata fornirebbe un orario con una tolleranza di + o – un’ora. Vorrebbe dire che guardando l’orologio alle 22 reali potrebbe indicare indifferentemente un orario compreso tra le 21 e le 23; ovviamente nessuno utilizzerebbe un orologio di quel tipo perché non utile allo scopo. Per fare un altro esempio, un’analisi del sangue, anche se ripetuta a pochi istanti dalla prima, non fornira’ mai valori identici ma valori rappresentati con una tolleranza idonea al suo scopoNon ha senso quindi parlare di precisione assoluta (comunque calcolabile), ha invece senso parlare di misurazione “utile” o misurazione “inutile”. 

In considerazione di quanto sopra si può dire quindi che un’analisi posturale non e’ precisa ma, se svolta con i giusti criteri imposti da leggi fisiche e matematiche, fornirà risultati sufficientemente accurati utilizzabili in ciascuna disciplina.Contenuto della fisarmonica

E’ praticamente impossibile che più operatori producano identiche misurazioni. Prendiamo ad esempio le analisi glicemiche: anche se fatte da operatori differenti hanno in comune lo stesso protocollo di esecuzione e questo le rende comparabili tra loro. In posturologia le variabili sono molte e le piu’ svariate: il posizionamento del paziente, la sua anamnesi, le prescrizioni dello specialista precedenti l’esame, le abitudini quotidiane sono tutti fattori che concorrono al risultato di un’analisi posturale. Esistono alcune linee guida comuni che possono ridurre le differenze: il luogo dove viene eseguito l’esame deve essere idoneo, in quanto pareti non ortogonali possono indurre il paziente ad assumere una scorretta geometria spaziale, così come di fronte ad una parete inclinata potrebbe deviare la sua posizione iniziale. E ancora se l’esame viene eseguito dopo che il paziente ha svolto un’attività sportiva piuttosto che dopo un periodo di riposo i risultati dell’analisi risulteranno differenti. Si può capire quindi perché, con le variabili sopra indicate, operatori diversi possono produrre, per uno stesso soggetto, misurazioni diverse pur seguendo la medesima procedura.

Sono strumenti completamente differenti che servono a scopi completamente differenti. Partiamo da un esempio pratico: in Italiaabbiamo una grandissima azienda che produce sia trattori che auto sportive. Entrambe le linee di produzione utilizzano tecnologie elevatissime ed entrambe hanno costi elevati ma destinazioni di utilizzo differenti. Il paragone puo’ essere calzante per rispondere alla domanda: la stabilometria studia il comportamento del soggetto fermo nella sua posizione eretta mentre la baropodometria viene utilizzata per l’analisi della deambulazione, quindi nella fase dinamica. E’ anche vero che e’ possibile far rimanere fermo il paziente posizionandolo su una pedana baropodometrica ma gli elementi che “trasducono” (che rilevano) il carico pressorio sono di concezione completamente diversa. In genere le pedane stabilometriche utilizzano pochi trasduttori a Strain gauge (in un numero compreso fra 3 e 8; si vedahttps://en.wikipedia.org/wiki/Strain_gauge ), gli stessi utilizzati in una comune bilancia. Le baropodometrie rilevano il carico con elementi che possono essere costruiti con varie tecnologie (resistivi, capacitivi, resistivi/capacitivi ecc) che pero’ non possono competere come precisionecon un trasduttore a Strain Gauge e di conseguenza potrebbero fornire indicazioni meno precise nella fase statica. I costi delle due tipologie di sensori sono anch’essi estremamente differenti. Molto piu’ elevati per gli strain gauge, molto piu’ bassi per i sensori pressori. Ovvio anche capire il motivo: mentre in una stabilometrica i sensori sono pochi, nelle baropodometriche i sensori sono migliaia (anche decine di migliaia in certi casi) e quindi se il loro costo fosse elevato il prodotto finale avrebbe un costo proibitivo. Questo comunque non toglie la possibilita’ al baropodometro di rilevare le aree dell’appoggio podalico con maggior peso e di studiarne quindi la distribuzione sui due arti nell’esame statico. Nello strumento baropodometrico è da evidenziare l’impossibilità di rilevare variazioni di minima durata temporale: vengono quindi perse quelle oscillazioni del paziente superiori alla massima frequenza misurabile dallo strumento baropodometrico. Bisogna anche aggiungere che mentre per le Pedane Stabilometriche la tecnologia utilizzata per realizzare i sensori e’ praticamente sempre la stessa (tranne in alcuni casi in cui vengono utilizzate celle piezoelettriche), per le Baropodometrie le tecnologie sono differenti. Le piu’ economiche utilizzano celle resistive, le piu’ costose utilizzano celle capacitive. Mentre le prime forniscono un valore piu’ statistico che reale (non misurano infatti il peso del paziente  che deve essere infatti inserito nei dati iniziali), alcune capacitive invece riescono a rilevare anche l’esatto peso sia del paziente sia delle aeree interessate dal carico podalico. Pedane Baropodometriche con celle capacitive sono pero’ molto rare da trovare per il costo molto  elevato.  Approfondimenti al seguente link dove viene presentata la norma che ne regolamenta la produzione e commercializzazione. 

Ci sono molti studi scientifici che sono stati realizzati utilizzando la Balance Board di un noto produttore: alcuni utilizzando il prodotto per uno studio clinico, altri invece prendendo in esame il prodotto e confrontandolo con dispositivi professionali. La nostra attenzione si sofferma sul confronto, e allo scopo si rimanda ai link sotto specificati.

Pubblicazione Gait & Posture

Tesi di Laurea

Si ricorda che se il dispositivo utilizzato NON e’ classificato come “dispositivo medico” (in riferimento alla normativa vigente), non e’ possibile utilizzarlo in ambito professionale ma puo’ essere impiegato con ottimi risultati per ricerca personale o utilizzo diverso da quello diagnostico.

Sicuramente uno scanner 3D è d’ausilio per fare un’analisi posturale, ma bisogna fare delle precisazioni perché non tutti sono idonei per questo utilizzo. Partiamo dal presupposto che una scannerizzazione di oggetto tridimensionale puo’ essere eseguita in più modi. Digitando le parole chiave “body scanner” su un qualsiasi motore di ricerca si aprono moltissime pagine sull’argomento, soprattutto ora che le stampanti 3D sono disponibili e a basso costo. In prima analisi si deve fare una distinzione tra catturare l’immagine tridimensionale di un oggetto statico e quella di un soggetto dinamico: mentre per la scansione di un oggetto si può utilizzare uno scanner a luce strutturata con sorgente laser (si veda https://it.wikipedia.org/wiki/Scanner_3D_a_luce_strutturata) facendo ruotare l’oggetto e tenendo fermo il dispositivo di ripresa ottica e il generatore di luce, per la scansione di un essere umano è meglio affidarsi all’acquisizione contemporanea di più fotocamere poste circolarmente intorno al soggetto. In questo modo tutte le fotocamere riprendono nello stesso istante (possono essere 4, 8, 16 o più) ottenendo un risultato di ottimo livello e risolvendo anche la problematica della stabilità del paziente in quanto lo strumento è pensato per acquisire tutti i dati necessari in pochi millesimi di secondo. Sistemi di questo tipo si trovano spesso nei centri di ricerca, nello studio ed analisi del movimento ecc, tuttavia la criticità di uno strumento di questo tipo risiede nell’ingombro, infatti richiede uno spazio di centinaia di metri quadrati, oltre alle tempistiche di utilizzo elevate e al costo rilevante.

Di seguito il link di un ottimo dispositivo che fornisce dei buoni risultati.

https://it.wikipedia.org/wiki/Microsoft_Kinect

A seguito della pubblicazione della nuova Norma CEI 62-236 se lo strumento la soddisfa integralmente si puo’ ancora utilizzare. Particolare attenzione all’articolo 5.2 “Parametri e caratteristiche tecniche da accertare durante test al banco o durante
test in situ” che testualmente cita:

“L’intervallo tra due verifiche di manutenzione ordinaria successive varia a
seconda della politica e delle raccomandazioni del Fabbricante fino ad un massimo di 36
mesi (secondo la Norma IEC 62353); la verifica su banco deve essere eseguita presso la sede
del Fabbricante, o in laboratori di prova autorizzati, di Terze Parti o di Organismi Notificati;”

Di seguito il link dove e’ possibile acquistare la Norma completa:

Norma CEI 62-236

La risposta non e’ univoca: si potrebbe utilizzare il telefono dato che la qualita’ della fotografia e’ ottima ma purtroppo il telefonino non ha un supporto che lo puo’ vincolare sempre nelle stesse posizioni. Poi comunque bisognerebbe servirsi di un telecomando ad esempio Bluetooth per non muovere il dispositivo durante lo scatto. Bisognerebbe quindi dotarsi di un ausilio come un cavalletto ed un dispositivo di supporto oltre al telecomando. Non è la qualità della foto che determina il risultato dell’analisi ma precise regole fisiche e geometriche riguardo alla collocazione della fotocamera. Inoltre il posizionamento della camera di ripresa deve essere fissa ed inamovibile se si vuole comparare più foto di visite diverse scattate a distanza di tempo una dall’altra. Il cellulare, anche se ha un’ottima fotocamera, non può essere utilizzato perché non rispetta i parametri descritti precedentemente. La collocazione intesa come altezza da terra e distanza dal soggetto da riprendere è determinata in fase di installazione nello studio destinato alla sua collocazione. Un altro grande problema e’ l’ortogonalita’ della foto: nell’esempio che vedete di seguito inclinazioni inferiori ai 10° possono inserire un errore del 100%: ovvio che con questi tipi di errori non ci si puo’ avvalere di tale sistema.

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